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Ad Alba la tavola è ricca, sontuosa di profumi e sapori. La rende così la presenza di un territorio
che possiede infinite risorse, tanti ingredienti capaci di fare la cucina sapida ed accattivante.
Il passato e la sua esperienza, la creatività e la fantasia della gente hanno delineato, giorno per giorno, piatti
che altrove non si ripetono e rendono la tavola, stagione dopo stagione, gratificante e gradevole.
Gli antipasti, di carni o verdure, sono protagonisti importanti, ma trovano nei primi, nei secondi piatti e nei dolci
tante proposte di eguale gratificazione.
Bastano pochi nomi: vitello tonnato, insalata di carne cruda, fonduta, tajarin al sugo di carne, agnolotti del plìn,
brasato al Barolo, bagna caoda, bonet al cioccolato e panna cotta. Molti di essi, soprattutto quelli dai toni più delicati,
traggono grande giovamento dalla compagnia del Tartufo bianco, che sulle colline e nelle loro valli ha una lunga tradizione.
Porta in tavola il silenzio dei boschi, i colori dell'autunno che incalza,i segreti della terra prodiga e magnanima.
A tavola, il fascino è completo grazie al vino: vini preziosi, unici, fragranti, nascono da colline dedicate
alla vite, da una pianta a lungo provata, da un cielo speciale che cambia ogni giorno i suoi umori, da un uomo
meraviglioso, che conosce i segreti della vigna e li traduce in tanti sorsi di qualità.
Il Nebbiolo regala Barbaresco, Barolo, Roero e Nebbiolo d'Alba; il Dolcetto quattro vini: quelli d'Alba, di Diano,
di Dogliani e delle Langhe Monregalesi; il Barbera la Barbera d'Alba, l'Arneis, il Roero Arneis ed il Moscato il Moscato
d'Asti e l'Asti Spumante.
Sono in tutto decine di milioni di bottiglie, che ogni anno lasciano questo grande anfiteatro di colline per rallegrare
le tavole del mondo intero. Ogni anno, un cin cin che non finisce più: è questa un'altra
ragione per metter al bando gli indugi e correre ad Alba, scoprirne il fascino e provare la voglia di non andarsene più.
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